Il lavoro e la sua pena

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  • 18 Mag 2026
  • dalle 14:30 alle 17:00

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“Il lavoro e la sua pena” è il titolo del Forum che il centro di ricerca “Digit Lab Law” dell’Università di Catanzaro, diretto dal prof. Antonio Viscomi, ha organizzato per celebrare l’accordo di collaborazione stipulato con il centro MacroCrimes dell’Università di Ferrara, diretto dal prof. Donato Castronuovo. Obiettivo del Forum, che avrà luogo nel Campus “Salvatore Venuta” il pomeriggio del 18 maggio, è porre a confronto giuristi del lavoro e penalisti per rispondere ad una domanda: gli strumenti del diritto penale sono veramente i migliori strumenti per assicurare che le ragioni di tutela proprie del diritto del lavoro siano realizzate in concreto? L’incremento delle fattispecie penalmente rilevanti e l’innalzamento dei limiti edittali delle pene rappresentano veramente un buon metodo di soluzione dei problemi nel mondo del lavoro? Sono domande importanti ed urgenti, dal momento che da qualche tempo a questa parte è sempre più diffuso l’intervento penale nell’ambito del mondo del lavoro e dell’impresa. Basti pensare non solo alle note vicende milanesi che hanno riguardato grandi marchi del made in Italy – fra questi anche: Missoni, Dolce & Gabbana, Gucci, Prada, Versace e le catene del food delivery (qui è stata imposta anche la tipologia contrattuale di assunzione), ma anche e forse soprattutto alle quotidiane tensioni tra la dimensione del lavoro, con la sua organizzazione e le sue regole, e l’intervento del diritto penale (e del magistrato penale, sia esso inquirente che giudicante) in tema di sicurezza e sfruttamento, di compliance, di assetti adeguati e di modelli organizzativi e gestionali, di rispetto della privacy e già si intravvede una estensione sulle frontiere dell’innovazione tecnologica. E si tratta di temi che inevitabilmente hanno una forte eco nell’opinione pubblica con tutto quello che ne consegue quando il senso comune prende il posto del buon senso. A fronte di questo ingresso massivo del penale nei luoghi di lavoro alcune domande devono essere poste. C’è da chiedersi, infatti, fino a che punto il diritto penale possa sostituirsi, senza snaturarle, alle logiche proprie – giuridiche, economiche ed organizzative – del diritto del lavoro; c’è da chiedersi, ancora, se quell’espansione non sia, in verità, la prova evidente della insufficienza dei controlli preventivi affidati all’autorità ispettive e di controllo. Più in generale occorre prendere in seria considerazione la questione di quale governo del mercato del lavoro si intende perseguire quando si affida al diritto penale la possibilità di intervenire in modo così intenso nella disciplina delle relazioni di lavoro. A discutere di questi temi – ed a conferma della rete di relazioni accademiche e scientifiche intessute nel tempo dall’area giuslavoristica catanzarese – sono stati chiamati giuristi che ben conoscono le problematiche del mondo delle imprese e del lavoro come i professori Raffaele De Luca Tamajo (Università di Napoli), Domenico Garofalo (Presidente della società scientifica “Aidlass” che raccoglie i giuristi del lavoro italiani), Bruno Caruso (Catania), Roberto Voza (Bari), Stefania Buoso (Ferrara) e, per il diritto penale, i professori Giuseppe Amarelli (Napoli), Valeria Torre (Foggia), Mario Arbotti (Bologna) Maria Giavanna Brancati (Luiss), Alice Savarino (Università di Basilea). L’importanza del tema è segnalata dal patrocinio concesso dall’Ordine degli Avvocati e da quello dei Consulenti del Lavoro che hanno riconosciuto i credi formativi per i loro iscritti e che saranno presenti con l’avv. Enza Matacera e il dott. Giuseppe Buscema, dalla Camera Penale intitolata ad Alfredo Cantafora e dall’Unione Giuristi Cattolici che saranno presenti con i rispettivi presidenti, avv.ti Francesco Icopino e Pantaleone Pallone, e dall’associazione scientifica Aidlass Forense.

Contenuto pubblicato il:
11 Maggio 2026 - 10:04
Contenuto aggiornato al:
11 Maggio 2026 - 10:04

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